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Come scegliere una powerbank per caricare il proprio smartphone

Come scegliere una powerbank per caricare il proprio smartphone

14/08/2019

Ormai gli smartphone vengono prodotti sempre con batterie più potenti e migliorate rispetto ai modelli precedenti, questo perché le molteplici funzionalità e le applicazioni dei dispositivi scaricano più in fretta il device.

Nonostante le migliorie, pesso ci si trova ugualmente senza carica, con la necessità di utilizzare comunque lo smartphone. Non sempre si ha a disposizione una presa dove poterlo ricaricare fuori casa, ed ecco che può essere utile avere una powerbank (o batteria portatile) a portata di mano.

Certo, dire powerbank è facile: in commercio sono disponibili molteplici modelli dalle caratteristiche differenti: varia il peso, la dimensione, la tipologia e la quantità di porte, il tipo di ricarica supportata ecc.

Occorre quindi orientarsi su un modello di powerbank conforme alle esigenze del device che si intende ricaricare. Fortunatamente, la maggior parte dei modelli acquistabili sono dotati di una tecnologia tale da regolare l’energia a seconda del dispositivo collegato, in modo da evitare problemi relativi al sovraccarico.

Capacità e dimensione della batteria portatile

Solitamente la capacità della batteria è indicata in mAh, ma è possibile trovare anche modelli che presentano l’indicazione in watt ora. In questo caso, per convertire la misura, è necessario dividere il numero per cinque.

La capacità reale della batteria in mAh non è però quella indicata nelle specifiche al momento dell’acquisto. Occorre moltiplicare il numero per 3,7, ovvero il voltaggio interno della batteria. Ovviamente meno capace è la batteria interna, più esigue saranno le dimensioni; viceversa ad una capacità maggiore corrisponde una dimensione ed un peso maggiore.

Il vantaggio di powerbank più piccole è la maneggevolezza, infatti si possono mettere tranquillamente in una borsetta, ma sono dei dispositivi di emergenza in quanto consentono agli smartphone di caricarsi appena e non di completare il ciclo di ricarica.

Mentre per i modelli più grandi e più capaci, il vantaggio è quello di caricare per più volte il proprio smartphone o addirittura il tablet, in più spesso presentano più porte per caricare contemporaneamente due o più dispositivi. Alcuni modelli hanno anche una luce di emergenza e uno schermo per poter controllare la percentuale di ricarica, elementi non disponibili nelle batterie portatili di piccole dimensioni.

Altrettanto differenti sono i prezzi, si passa da powerbank di pochi euro fino a batterie che costano più di cinquanta euro, tutto dipende dalla capacità e dalla dimensione.

Powerbank wireless: cosa sono e come funzionano

È possibile acquistare powerbank anche dotate di tecnologia wireless, che consentono di caricare gli smartphone senza collegarli, ma semplicemente tramite il contatto dei due dispositivi. Non si tratta di una tipologia di powerbank compatibile con tutti i device, infatti ad esser supportati sono solo gli smartphone di ultimissima generazione realizzati in un materiale tale da consentire questo particolare tipo di ricarica.

I dispositivi dotati di tecnologia di ricarica wireless sono degli smartphone che possono esser ricaricati senza l’ausilio di cavi, semplicemente appoggiandoli sopra un pad di ricarica. Ma come funziona questa tecnologia?

La ricarica wireless crea un campo magnetico tra l’alimentatore e il telefono azionando la carica induttiva, ovvero correnti elettriche senza l’ausilio di generatori di tensione. Ciò significa che tale campo trasferisce l’energia dalla batteria portatile al telefono. Proprio per questo occorre che non ci sia una distanza superiore ai 4 cm tra i due dispositivi.

Un ulteriore quesito sul funzionamento della tipologia wireless di powerbank riguarda il riconoscimento da parte del pad del dispositivo da ricaricare. La risposta è semplice: il dispositivo di ricarica ha delle aree dotate di trasmettitori che devono essere compatibili con quelli del dispositivo ricevente.

In conclusione, però, è consigliabile non fare abuso dei caricatori portatili ma di utilizzarli solo in caso di emergenze e di preferire la ricarica classica, in quanto un dispositivo di carica scadente e poco performante potrebbe danneggiare la batteria del proprio smartphone.

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